{ "@context": "http://schema.org", "@type": "WebSite", "name": "Amelia Belloni Sonzogni: ieri la Storia, oggi la narrazione - con la stilo nel pc", "url": "http://www.ameliabellonisonzogni.it"}

©Amelia Belloni Sonzogni

 

14a772e586f5cb03fc7f507052bf57d09f02684214a772e586f5cb03fc7f507052bf57d09f026842

con la stilo nel pc

no Save List

21-08-2025 10:02

Amelia Belloni Sonzogni

racconto, dialoghi sotto la scrivania dell'autore, no save list,

no Save List

Giatt, hai letto la Save List? No, Pedro, non ancora: inizio con te adesso.

Nasce una nuova graditissima collaborazione: quella con Caninonsonocriminali - Nosavelist, pagina Facebook nata per divulgare contenuti e scopi di una proposta di legge denominata Save List e sensibilizzare sull'argomento tutti i cittadini: tutti, non solo proprietari di cani.

 

Basta un clic qui per raggiungerla. L'immagine che vedete è quella del profilo FB della pagina.

 

Il mio contributo assume la forma che prediligo, il racconto, nel caso specifico come dialogo sotto la scrivania dell'autore, dialogo tra Pedro e Giatt.

Ognuno apparirà prima sulla pagina Caninonsonocriminali-nosavelist e successivamente qui.

Buona lettura a tutti.

 

Si parte con una premessa, necessaria per chi non conoscesse i due protagonisti:

i “Dialoghi sotto la scrivania dell'autore” sono nati per promuovere un libro, Io ho sempre parlato. Vita di un cane unico con umani normali, e sono diventati libro a loro volta, Chiuse le pagine del libro. Dialoghi e racconti.

A chiacchierare tra loro – al riparo da orecchie umane indiscrete – sono Pedro e Giatt.

Se i dialoghi sono ovviamente frutto della penna di un umano, Pedro e Giatt sono veri, sono i due cani dell'autrice e di suo marito: due individui (sì, individui) molto diversi per fisico e indole, carattere e atteggiamento. 

Pedro ha l'aria intellettuale di uno che è un po' sulle nuvole a rincorrere i propri pensieri, Giatt è più concreto e terreno, pensa alle pappe (Pedro mangiava per far contenti i suoi bipedi), alle lucertole da acchiappare (Pedro era consapevole dell'inutilità della caccia)... insomma, diversi ma adorabili allo stesso modo.

Nella vita reale, Pedro non c'è più e Giatt ha preso il suo posto.

Nei dialoghi, Pedro è ormai solo voce, parla in corsivo e solo Giatt lo sente.

I due se la raccontano sugli argomenti più disparati: vicende personali, avvenimenti meno privati, quel che capita soprattutto nel loro circoscritto mondo, senza tralasciare questioni di principio quando questo diventa sostanziale.

Poteva perciò la Save List sfuggire al loro fiuto?

L'argomento li terrà impegnati per la disamina di tutta la PLP, dal loro personalissimo punto di vista.

 

1. il pescatore di perle

 

Ciao Giatt, che fai con le orecchie basse? Non è da te!

Ciao Pedro! Le tengo basse per far uscire meglio l'acqua.

Ti ho visto, ho visto lei, soprattutto, com'era felice a vederti tuffare in mare! E non una volta sola!

Avete tanto insistito tutti...

Però, l'iniziativa non è stata solo tua. Lui ti ha dato una spinta.

Sì, quella finale. Il barchino si muove tutto anche se cerco di stare in equilibrio e mi sembra tanto lontana l'acqua dove si tuffa lei. Volevo raggiungerla, ma avevo paura; insomma, non proprio paura, timore. Tentennavo da una zampa all'altra, pigolavo. Lei era già in mare... Però ho tentato, alla fine.

A otto anni, Giatt? 

Sì, perché?

Quando lui ha spinto me, avevo otto mesi: un tuffo da uno scoglio a un'altezza per te da brividi! 

Oh, che spavento!

Abbastanza, però ho imparato subito e i tuffi sono diventati per me un divertimento. Tu alla fine, da bordo barchino, hai fatto un saltino da niente.

Eh, caro mio, lo dici tu! Con tutte le mie fobie, non è stata proprio una passeggiata; sono anche andato sotto con la testa e mi si sono bagnate le orecchie! Ora le tengo stese così si asciugano meglio.

Bravo, per non farle volar via ci hai messo le mollette?

E dai, non mi prendere in giro! Per me è stata un'impresa epica.

Ne sono convinto, anche perché lo hai fatto di nuovo; sempre con la spinta, ma ci accontentiamo.

Con l'ultima che mi ha dato, sono finito proprio sotto, tantissimo sotto: ho chiuso gli occhi e il naso ma le orecchie! Non sono riuscito a tenerle indietro come quando piove. E non ridere, dai...

Non rido, Giatt, non rido; sorrido perché vi ho visti felici e poi mi ha fatto ridere lui che – se non sbaglio – ti ha dato un nuovo nome indiano.

Eh... ogni volta che capita qualcosa di strano, se ne inventa uno nuovo.

Capitava anche a me. 

Siamo già passati da Giatt Cagnotto a Giatt pescatore di perle. Chissà fino a quando...

Finché le avrai pescate tutte, mi pare ovvio. A proposito, hai visto quella lista?

Quella che leggeva lei l'altra sera?

Esatto! È piena di “perle”.

Davvero? La guardo subito, così ne pesco qualcuna senza bagnarmi le orecchie.

Ce n'è una grande come il tuo kong!

Qual è?

Cerca la parola “pedigree”.

Aspetta... Trovata: ma non so cosa significa.

È un certificato che attesta la purezza della razza.

Ah, sì, sì, ora ricordo cosa ha commentato lei sulla purezza della razza.

Me lo immagino: le vengono brividi di ribrezzo.

Io non ce l'ho, questo certificato, mi pare.

No, nemmeno io l'avevo. Noi due non siamo di razza.

A me dicono spesso che sembro uno dei cani della regina, che non so chi sia e nemmeno mi interessa.

Sì, sì, un Corgi. Io invece ero un Larian Country Sheppard che tradotto sarebbe pastore del Lario, o della Brianza.

Ma non avevi detto di non essere di razza?

Infatti, è una razza inesistente; se l'era inventata lui per rispondere a un puzzone che gli chiedeva con aria quasi schifata di che razza fossi.

E sarebbe importante essere di razza, avere questo pedigree?

Direi di sì, almeno per quelle perle che ci sono scritte lì, su quella lista di razze.

Che succede se non ce l'hai?

Cambi fila.

In che senso?

Ci sono due file: con e senza pedigree. Quelli con, dormono tranquilli.

E quelli senza?

Hanno una serie di obblighi.

Cioè?

Devono fare delle cose che sono scritte nella lista; io penso me la sarei potuta cavare, ma dovesse capitare a te, con tutte le tue paure, sarebbe un nuovo trauma. Però, prima di parlarne, devi leggerla!

Quindi ci mettono nella fila senza pedigree.

Esatto: si chiama discriminazione.

Lei ha detto proprio così: discriminazione; ma tu e io stiamo insieme, vero?

Io sarò sempre vicino a te e a tutti gli altri senza pedigree ma con certe caratteristiche morfologiche.

Morfo che?

Vediamo se riesco a spiegarti in modo semplice: quando ti dicono che sembri un Corgi, hai presente?

Sì, ma io non sono un Corgi: cioè, non lo so, magari un po' sì e un po' no.

Appunto: hai le caratteristiche morfologiche di un Corgi ma non lo sei in purezza.

È grave?

Per te no di sicuro.

Come mai?

Non sei nella lista.

E chi c'è nella lista?

Quelli con certe altre caratteristiche morfologiche.

Tipo le tue?

Uhm, difficile. Ero troppo esile e leggero per rientrare in quella lista. Però qualche mio simile, qualcuno dei miei amici un po' più robusto per qualche strano incrocio cromosomico, magari sì.

Cromo che?

Lo so Giatt, è complicato. Serve più tempo per spiegarti bene tutto, anche con esempi concreti.

Va bene, e prima devo leggere. Così, a naso, mi pare una cosa brutta. Ma l'hanno già fatta?

No, non ancora, però potrebbero.

E noi? Possiamo aiutare a fermarli? Dobbiamo dire la nostra: se pensi che sia utile, abbaio tutto il tempo!

Non credo sia il modo migliore, Giatt, almeno per quello che prevede questa... proposta di legge. Però ci facciamo sentire lo stesso.

Ah, ecco. Io ci sono!

Dimmi una cosa: la faccenda del pedigree, della purezza di razza, ti è chiara?

Sì, credo. Noi due non siamo di razza. Come tantissimi altri nostri amici bellissimi e bravissimi.

Equilibrati, saggi, posati. A mia immagine, insomma.

Però siamo puri, vero?

Purissimi nella nostra unicità.

Ecco! Quando mi spieghi tutto il resto?

Quando mi dici che hai finito di leggere tutta la lista delle perle.

Va bene, mi ci metto.

E segna quello che non capisci, mi raccomando, così partiamo da lì. Ciao, Giatt.

Ciao Pedro.

google-site-verification=hInryuYkEDDe7eUWg7Yvn-8ChNgojjwQG0SZIG